Menu Content/Inhalt
Chi siamo arrow Editoria arrow Editoria arrow Analisi dell’ Applicazione della Forza sulla Mano nel Nuoto
Analisi dell’ Applicazione della Forza sulla Mano nel Nuoto PDF Stampa E-mail

 

 

 

Analisi dell’ Applicazione della Forza sulla Mano nel Nuoto
Tre tipici fattori limitanti

Rod Havriluk
Swimming Technology Research

L’applicazione della forza sulla  mano ha ricevuto parecchie attenzioni nella letteratura sul nuoto. Parecchie di queste ricerche hanno studiato questo fenomeno sul nuotare veloce.
Riteniamo che la velocità nel nuoto non sia necessariamente un elemento positivo della tecnica.
L’obiettivo di questo articolo è mostrare l’importanza della forza della mano e come  molti velocisti siano limitati in questo.

L’importanza della forza della mano è stata mostrata da diversi lavori da noi fatti in precedenza in cui abbiamo riportato in regressione lineare dei grafi sulla relazione tra l’applicazione della forza sulla mano e la velocità di percorrenza. – NdT evitiamo di riportare i grafi, descrivendoli -.
Il grafo, non solo mostra la stretta relazione tra le due grandezze a velocità submassimali, ma anche la mancata crescita dell’applicazione della forza con il raggiungere i picchi di velocità.
Questa mancata crescita è facilmente attribuibile ad una limitazione della tecnica nei picchi di velocità.
Un’analisi in parallelo tra una ripresa subacquea e la curva della forza può identificare i fattori che limitano la performance.
I risultati hanno evidenziato tre principali fattori limitanti:
1 Differenza di applicazione della forza tra le due mani;
2 Perdita di forza;
3 Movimento sbagliato.
Ognuno di questi fattori è stato osservato in alcuni dei più importanti velocisti al mondo con il risultato che tutti e tre sono presenti.


1 Differenza di applicazione della forza tra le due mani;


Differenze bilaterali inferiori al 10% sono rare. Molti atleti differiscono anche più del 20% e si arriva anche a casi del 100%.
Appare poco sorprendente che tali differenze possano sussistere in stili unilaterali quali stile libero e dorso, ma diventa sorprendente vedere come, anche negli stili bilaterali – delfino e rana – si arrivi anche a differenze del 60% in atleti di livello mondiale – specie nel campo femminile -.

2 Perdita di forza;


Quasi tutti i nuotatori a stile e a delfino hanno un calo di forza nella parte centrale della bracciata.
Questa perdita può essere attribuita ad un calo di velocità della mano o ad un cambio di percorso della stessa nel ciclo di bracciata. Quando avviene la transizione tra trazione e spinta – passaggio sul piano verticale tracciato dalla spalla - c’è una rapido decremento della velocità della mano.
A questa situazione si aggiunge anche un rapido cambio dell’angolo del gomito, che porta la mano ad un percorso, da verticale a laterale, incapace di sostenere il livello di forza.
Nella maggior parte dei  nuotatori si ha una perdita di circa il 30% nel passaggio tra trazione e spinta proprio nel punto del cambio di percorso tra verticale a laterale. Tale cambio di traiettoria appare brusco e continua a persistere nonostante la perdita di forza.  Uno dei più veloci nuotatori al mondo ha fatto registrare in questa fase una perdita di forza pari a 30 lb.


 3 Movimento sbagliato


Una delle caratteristiche effettive della tecnica consiste nella capacità di mutare gradualmente gli angoli per ottenere un vantaggio meccanico nella posizione.
Se una particolare posizione presenta un vantaggio meccanico allora si ha una maggiore capacità di esprimere forza in quella posizione. Ogni situazione in cui questa condizione non avviene può essere identificata come un movimento sbagliato. Spesso si rileva un movimento sbagliato con l’anticipo o il ritardo di un cambio di angolo. – ex a rana e delfino un’apertura esagerata delle braccia –


Conclusioni

Con questo lavoro abbiamo mostrato come i tre fattori limitanti dell’aplicazione della forza sulla mano del nuotatore siano veramente esistenti.
Inoltre abbiamo mostrato, utilizzando un device elettronico che combina riprese subacquee e curve di forza – vedi articolo originale -, come questi tre fattori non siano assolutamente osservabili ad occhio nudo. Ogni fattore limitante, nel momento in cui è individuato, può essere corretto mediante la tecnica.

 
< Prec.   Pros. >

Sondaggi

Come giudicate EpocheAquatica.com